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sabato 10 aprile 2021

JOHANN WOLFGANG GOETHE A FORMIA 

Uno dei più lunghi viaggi in Italia fu quello di Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 - Weimar 22 marzo 1832). Dal 3 settembre 1786 al 18 giugno 1788, per quasi due anni soggiornò nel nostro paese percorrendo gran parte del territorio italiano. Rimase affascinato dalla campagna romana, dove trascorse lunghi periodi, ospite del suo amico pittore tedesco Wilhelm, che gli dipinse un grande ritratto. Nel suo “Italienische Reise” (Il viaggio in Italia) Goethe scrive «...chi vuol capire che cos'è la poesia deve andare nella terra della poesia; chi vuol capire i poeti deve andare nella terra dei poeti...». Nel XVIII secolo si viaggiava in carrozza, sopportando vere e proprie torture fisiche e nel percorso che da Roma conduceva a Napoli, la sosta a Mola di Gaeta (Formia) era praticamente obbligatoria. Goethe descrisse il breve passaggio per Mola di Gaeta in controtendenza con tanti altri protagonisti dei “Grand Tour”. Non profuse parole di lodi per le essenze dell’agro formiano; fu il litorale che catturò il suo interesse con un fascino irresistibile e così lo descrisse il 24 febbraio del 1787: 
 " Da parecchie ore era giorno quando arrivammo allo ammirevole golfo di Mola di Gaeta. I pescatori tornavano carichi dei loro bottini e la spiaggia s'era tutta animata. Alcuni se ne andavano cercando nelle loro ceste pesci e frutti di mare , altri preparando le reti per la nuova pesca. Mola di Gaeta ci salutò nuovamente con i suoi alberi ricchi di aranci. Siamo rimasti un paio d'ore. La baia innanzi alla cittadina offriva una delle più belle viste; il mare giunge fin qua. Se l’occhio segue la destra riva, raggiungendo infine la punta del corno della mezzaluna, si scorge su una rupe la fortezza di Gaeta, a discreta distanza. Il corno sinistro si stende assai più innanzi; prima si vede una fila di montagne, poi il Vesuvio, quindi le isole. Ischia è situata quasi di fronte al centro. Qui trovai sulla riva, lasciati dalle onde, le prime stelle di mare ed i primi echini; una bella foglia verde, sottile come finissima carta velina, e anche curiosi frammenti minerali; le solite pietre calcari erano le più frequenti, ma c’era anche serpentino, diaspro, quarzo, breccia, granito, porfido, varie specie di marmo, vetro di colore verde e azzurro. Queste ultime pietre sono difficilmente della regione, ma probabilmente sono frammenti di antichi edifizi, e così vediamo come, dinanzi agli occhi nostri, l’onda possa scherzare con gli splendori del mondo preistorico. Ci fermammo volentieri, divertendoci della natura di quella gente, che si comporta ancora quasi da selvaggia. Allontanandoci dal molo, la vista rimane sempre bella, sebbene si perda il godimento del mare. L’ultimo sguardo che gli rivolgiamo coglie una graziosa insenatura che vien disegnata." 
 Goethe è tra i più rappresentativi letterati tedeschi nel panorama culturale europeo. Poeta, scrittore e drammaturgo, non fu prolifico solo nella letteratura, ma si dedicò con notevole successo anche alla pittura, alle scienze, alla musica ed alla politica (fu ministro a Weimar per undici anni). Il viaggio in Italia segnò profondamente l’animo di Goethe, che si immerse nella rigogliosa natura e nel classico ambiente dell’Italia settecentesca. Al suo ritorno in Germania non volle più essere uomo politico e si dedicò esclusivamente alle lettere ed alla filosofia. 
 Nelle immagini una litografia acquerellata di Formia dell'epoca del viaggio di Goethe e un ritratto ad olio dello scrittore, con lo sfondo della campagna romana, dipinto da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein nel 1787

giovedì 1 aprile 2021

UNA CARTOLINA MUSICALE DA FORMIA 

Normalmente mi soffermo poco a leggere le scritture vergate sul verso delle cartoline della mia collezione. Ma ci sono casi così particolari da attirare immediatamente l’attenzione, sollecitando le molle di una curiosità latente che richiama ad un’attenta indagine.
E' il caso di una delle tante cartoline di Formia, viaggiata nel 1930, nel cui retro sono disegnati due righi musicali che rappresentano quasi una breve composizione accompagnata da testo. Il messaggio del mittente cita testualmente:
"Pio carissimo, non odi gli appelli di Kundry? Da Ravello a Formia, Klinksor ha destato lo stesso incantamento... Obbedisci, una volta tanto, alla maga sublime. Io farò per lei gli onori di casa e accoglierò il carissimo amico esultando. Caramente tuo Gino Tani."
Il musicale invito rivolto da Gino Tani ( Tivoli 1901 - Roma 1987), docente di storia della musica e della danza a Roma, presso il conservatorio di S. Cecilia di Roma, era rivolto al prof. Pio Bottoni (Tivoli 1883 Roma 1936), pittore romano operante nell’ultimo trentennio del XIX secolo, specializzato nella pittura paesaggistica, sia ad olio che ad acquerello, attivo tra Umbria e Lazio. Ma non era passione per la pittura ciò che univa i due amici, bensì l'amore per la musica. Pio Bottoni era anche storico e critico di danza e gran Maestro dell'Ordine Wagneriano. Il professor Gino Tani lo invitava a trascorrere alcuni giorni a Formia, paragonandola allo scenario rappresentato nel secondo atto del Parsifal, opera di Richard Wagner (Lipsia 1813, Venezia 1883), ambientata nel giardino del perfido Klingsor, ispirato al magnifico parco di Villa Rufolo a Ravello, sulla costiera amalfitana, visitata dallo stesso Wagner nel 1880. 
 Nell'immagine La cartolina e l’invito musicale rivolto da Gino Tani all’amico Pio Bottoni. 

venerdì 26 marzo 2021

LA VILLA CAPOSELE DI SALOMON CORRODI

Uno splendido acquerello di grandi dimensioni, 52 x 38 cm, datato 1850 e firmato Salomon Corrodi, riproduce il giardino della villa Caposele (oggi villa Rubino), all'epoca residenza estiva del re di Napoli Ferdinando II di Borbone. Interessante notare all'ingresso del giardino, tra le figure dipinte: Ferdinando II con alla sua destra un cardinale ed un ufficiale, dietro prelati ed alcuni militari. Sul lato destro del dipinto, sotto un pergolato, un gruppo di curiosi tra cui un prete. Probabilmente il dipinto è stato commissionato per immortalare, nel mezzo di uno stupendo paesaggio, la visita dell’alto prelato. 
Hermann David Salomon Corrodi, (Frascati 1844 – Roma 1905), figlio d'arte, suo padre era un pittore svizzero, studiò a Ginevra e lavorò in gioventù nell'atelier del genitore, in seguito presso l'Accademia di S. Luca a Roma, ed infine a Parigi nel 1872. L'Accademia di S. Luca, dove aveva a lungo insegnato, nel 1893gli conferì il titolo onorifico di "Accademico Emerito". Nelle immagini il dipinto, i due particolari e una fotografia dell’artista di fine Ottocento.

martedì 23 marzo 2021

LA MOGLIE DEL PESCATORE DI MOLA CHE ABBRACCIA IL SUO BAMBINO

"Moglie del pescatore di Mola che abbraccia il suo bambino", questo è il titolo di un bellissimo dipinto ad olio su tavola, di piccole dimensioni (cm 17,3 x 12,1), custodito nel favoloso museo del Louvre a Parigi. L'autore di quest'opera, dipinta nel 1851 è il pittore francese: Théodore Chassériau (1819 - 1856). Nato a Santo Domingo, a soli 3 anni con la sua famiglia si trasferì a Parigi, dove fin da giovanissimo dimostrò di avere un grande talento per la pittura. 
A soli 11 anni già frequentava l'atelier di Auguste Dominique Ingres, che lo formò artisticamente influenzandolo con la propria pittura. L'ammirazione di Ingres per il suo allievo crebbe notevolmente tanto da dargli il soprannome di "il Napoleone della pittura".
Nel 1834 Ingres viene nominato direttore della Villa Medici e si trasferisce a Roma portando con se il suo allievo. Durante la sua permanenza a Roma Chassériau avrà certamente effettuato il suo grand tour e passando per Formia avrà abbozzato diverse figure, che in seguito lo porteranno a dipingere la "Moglie del pescatore di Mola che abbraccia il suo bambino". 
Chassériau è considerato uno dei più importanti pittori figurativi francesi del XIX secolo, con il suo stile inconfondibile ha creato un ponte tra il neo classicismo di Jean Auguste Dominique Ingres e il romanticismo di Eugène Delacroix.
Alcune delle sue opere furono riprodotte in stampa, compresa la moglie del pescatore di Mola che, forse per errore dell'incisore, venne stampata in modo speculare.
Nelle immagini: un disegno a matita di una figura di donna che abbraccia un bambino (probabile bozzetto preparativo), il dipinto custodito nel Museo del Louvre e la litografia incisa in modo speculare.

giovedì 11 marzo 2021

EDOARDO D'INGHILTERRA E LADY SIMPSON A FORMIA
Nel 1930 l’ex Re d’Inghilterra Edoardo, che per amore della signora Wallis Simpson aveva rinunciato alla corona, venne a Formia per trascorrere un periodo di vacanze con la sua compagna. E’ interessante conoscere come sia nata l’idea di scegliere proprio Formia, che già ebbe l’onore di accogliere nei tempi antichi Imperatori, Papi e Re di ogni nazione. In un famoso ristorante di Parigi alla coppia furono servite le “Sogliole al Falerno”, il famoso vino più volte nominato da Orazio e da altri poeti di epoca augustea. Il prelibato gusto che il vino dava alla pietanza indusse la Simpson a volerne sapere di più. Un giornalista presente, profondo conoscitore del litorale formiano, venne in aiuto all’interpellato cantiniere, che non era in grado di soddisfare la curiosità della Lady. Illustrò storia e geografia delle colline sovrastanti Formia e del litorale denominandola “Perla del Tirreno”, sdraiata tra un mare tranquillo e circondata dal verde cupo e brillante dei giardini di agrumi profumati che ispirarono i noti versi del Goethe. Così nacque la curiosità di conoscere il luogo di origine del Falerno. Edoardo e Lady Simpson giunsero a Formia nella tarda primavera e scelsero come dimora Villa Torlonia (l’attuale villa Laura). La principesca villa progettata dall’arch. Gustavo Giovannoni fu presa in affitto e, prima di ospitare la famosa coppia, fu sottoposta a lavori di ampliamento. Venne costruito un terzo campo da tennis, la terrazza sull’ingresso principale fu resa praticabile e arricchita da una lussuosa balaustra, dalla quale si poteva ammirare tutto il golfo di Gaeta nel suo splendore e con tempo sereno l’isola d’Ischia ed il Vesuvio. Nelle fotografie villa Torlonia e la felice coppia all'epoca della vacanza.

domenica 7 marzo 2021

8 MARZO GIORNO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLA DONNA
La data simbolo dell’8 marzo è legata all’incendio divampato in un opificio di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.

giovedì 4 marzo 2021

FRANCESCO VITTOZZI E LA MOGLIE DEL PESCATORE DI MOLA

Francesco Vittozzi, pittore di scuola napoletana, é stato un artista legato alla raffigurazione di scene popolari alla maniera di Leopold Robert, ma si dedicò anche alla pittura religiosa e alla ritrattistica.  Formatosi presso l'Accademia delle Belle Arti di Napoli, risulta essere stato attivo tra Napoli e Roma fra il 1826 e il 1863. Così viene descritto tra i pittori napoletani dell'Ottocento: " Si esprime soprattutto per una pittura naturalistica che ha radici nel Seicento e trae origini dai "Bamboccianti", raffigurandosi nel tempo ma conservando la sincerità di un'atmosfera povera nella rappresentazione di figure popolari e zingaresche".
L'amicizia con Pasquale Mattej portò il Vittozzi a visitare Formia nel 1843, dove realizzò un bellissimo dipinto raffigurante la moglie di un pescatore di Mola che si rattrista per la partenza del marito. La pettinatura della donna è stata fortemente influenzata dall'amico Mattej che più volte l'ha disegnata.  
Nelle immagini il dipinto di Vittozzi e un dettaglio di un acquerello del Mattej.